B E N V E N U T I
Cari Amici e Conoscenti tutti, …..benvenuti.
Questo blog, nato peraltro qualche anno fa per mero diletto, unitamente ai soci della Associazione “ Sicilia Futuro “, si è deciso di utilizzarlo quale strumento di comunicazione – dibattito – confronto – proposizione - protesta ( e chi più né ha più ne metta ) sia della Associazione che di quanti vorranno partecipare alla vita sociale – culturale – politica di questa splendida cittadina siciliana nella quale viviamo, dalla quale, magari, non vorremmo allontanarci mai ma nella quale, purtroppo, il livello qualitativo della vita non è certamente fra i migliori.
La cause sono sicuramente molteplici.
La prima di tutte riguarda certamente NOI ( che viviamo qui ) e che vorremmo cambiare ma non facciamo nulla per cambiare.
La scelta dell’ autore del blog è quella di offrire ai nuovi visitatori, una sorta di “ foglio ” bianco sul quale poter scrivere ed esprimere ogni sensazione, emozione, impressione, opinione.
L’ intento, quindi, è quello di dare un’ opportunità a tutti i lettori / visitatori di contribuire alla crescita del proprio territorio.
Ci si augura che questo blog diventi una parte importante della comunità Jonico – Etnea ( giarre – riposto -mascali – sant’ alfio – milo – fiumefreddo di sicilia – calatabiano ) e possa, quindi, offrire un nuovo spazio in cui ricercare risposte, rispondere a domande e soprattutto proporre idee – suggerimenti - notizie per un miglior stile di vita all’ interno della propria città e del proprio territorio.
Forse sono stato troppo lungo e logorroico adesso a VOI TUTTI la parola ma, ancor più, lo scritto.
Ciao ed a presto.
Giarre, lì 21/03/2012 primavera

Privacy

venerdì 6 aprile 2012

AI NOSTRI AMMINISTRATORI

RICEVIAMO  e  PUBBLICHIAMO
con l’ augurio che la leggano coloro che, a qualsiasi titolo,
amministrano beni pubblici.
Serve sobrietà nelle spese di rappresentanza ... e non solo, ma
senza tagli lineari
Ovvero come e perchè investire nella PP.AA. per aggiornamenti e
per la comunicazione pubblica istituzionale
Tagliare le spese di rappresentanza, quelle per l'organizzazione
di convegni e le consulenze, secondo i “limiti di spesa fissati
dalle norme”, ma anche evitare l'utilizzo di fondi pubblici per
questioni “non indispensabili e non ricollegabili in modo diretto
ed immediato ai fini pubblici assegnati alle singole strutture
amministrative”. In una battuta: “Ispirarsi al principio di
assoluta sobrietà”. Senza, però, limitare il diritto-dovere di
trasparenza dell'azione e delle scelte della pubblica
amministrazione attraverso tutti gli strumenti che assicurino una
corretta comunicazione.
La direttiva del presidente del Consiglio Mario Monti, nella sua
veste di ministro dell'Economia e delle Finanze, indirizzata ai
dirigenti e ai funzionari del suo dicastero riapre nuovamente il
dibattito su come si debbano comportare le Amministrazioni
periferiche dello Stato rispetto ai vincoli del decreto 78/2010,
convertito nella L. 122/2010 (“Misure urgenti in materia di
stabilizzazione finanziaria e di competitività economica”).
  Valutare costi-benefici
La disposizioni contenute nella comunicazione del Presidente
Monti sono rivolte, anche se indirettamente, a tutti gli
amministratori pubblici i quali, devono assicurare una “attenta
valutazione  del rapporto costi–benefici”, avendo “cura di
evitare qualsiasi spesa, anche utilizzando strutture interne
all'Amministrazione”.
Ecco allora che si ripropone la corretta interpretazione data dal
ministero guidato dal senatore Monti rispetto alle “disposizioni
di risparmio previste dall'articolo 6, comma 8 del dl 78/2010”,
che “devono essere necessariamente coniugate con le disposizioni
di carattere speciale contenute nella legge n. 150 del 2000. Tale
legge, infatti, chiarisce che le attività di carattere
'comunicativo-istituzionale' sono quelle rientranti nell'art. 1,
comma 5, lettere dalla a) alla f). In quanto tali, le spese
relative a dette attività non sono soggette, ai sensi
dell'articolo 1, comma 6 della medesima legge, ai predetti limiti
di spesa. Tutte quelle attività non rientranti in tale comma
devono invece considerarsi di tipo comunicativo-pubblicitario (…)
e soggette alle riduzione di spesa (...)”.
Cosa dice la 150/2000?
Al comma 5 dell'articolo 1 della 150/2000 troviamo scritto:
Le attività di informazione e di comunicazione sono, in
particolare, finalizzate a:
a) illustrare e favorire la conoscenza delle disposizioni
normative, al fine di facilitarne l'applicazione;
b) illustrare le attività delle istituzioni e il loro
funzionamento;
c) favorire l'accesso ai servizi pubblici, promuovendone la
conoscenza;
d) promuovere conoscenze allargate e approfondite su temi di
rilevante interesse pubblico e sociale;
e) favorire processi interni di semplificazione delle procedure e
di modernizzazione degli apparati nonché la conoscenza dell'avvio
e del percorso dei procedimenti amministrativi;
f) promuovere l'immagine delle amministrazioni, nonché quella
dell'Italia, in Europa e nel mondo, conferendo conoscenza e
visibilità ad eventi d'importanza locale, regionale, nazionale ed
internazionale.
Cosa fare?
Attività di informazione e di comunicazione che hanno
inevitabilmente dei costi, ma, come suggerisce lo stesso primo
Ministro, bisogna verificare il corretto equilibrio con i
benefici. Ed è qui che entrano in gioco le capacità del
comunicatore. Deve trovare soluzioni per ridurre, laddove
possibile, i costi senza tagliare indiscriminatamente, o in
maniera lineare, i capitoli relativi alla comunicazione, per
garantire il diritto del cittadino a essere opportunamente
informato. Anche attraverso percorsi di condivisione e di
comunicazione circolare, capaci di associare meglio i diritti ai
doveri di ciascuno. E lo deve fare avendo come unico obiettivo le
finalità istituzionali della comunicazione, cercando di impedire
qualsiasi tipo di asservimento a una politica che non accetta,
oggi forse ancor più che in passato, il principale compito di
servizio che deve svolgere nell'interesse delle comunità locali.
Puntando forse troppo spesso sulla valorizzazione dell'immagine
individuale, piuttosto che dell'istituzione che rappresenta
temporaneamente. Rischiando, in tal modo, di perdere di vista che
l'azione amministrativa deve essere “indirizzata in modo deciso
al perseguimento degli obiettivi di economicità ed efficienza”,
come suggerisce Mario Monti.
Una piccola contraddizione
Nella direttiva del presidente del Consiglio si suggerisce anche
di organizzare gli eventi preferibilmente il sabato, che
generalmente è una giornata di straordinari per la stragrande
maggioranza dei dipendenti pubblici. Si corre quindi il rischio
che il presunto risparmio ottenuto non rivolgendosi a fornitori
esterni si traduca in un maggiore costo per l'Ente.
Giarre, lì   06/04/2012.
                                              (  administrator  )

Nessun commento: